Cicoria, erica, olmo e scleranto

Cicoria, per attenuare la possessività nei miei confronti. Erica, per riuscire ad entrare in contatto profondo con chi ci circonda. Olmo, per ritrovare la forza e la direzione verso cui indirizzare le proprie energie. E infine Scleranto per reciupare equilibrio e chiarezza nelle scelte. Ecco i quattro fiori di Bach per Margherita.E’ la prima volta che sperimento i Fiori di Bach su un animale. Sebbene sia un’azione abbastanza comune fra coloro che si curano con i fiori. Per chi non lo saperre, alla base della floriterapia del dottor Edward Bach c’è il principio secondo il quale nella cura di una persona (o di un animale), devono essere prese in considerazione principalmente la prevenzione e la conoscenza dei disturbi psicologici, i quali determinerebbero i sintomi fisici.

Il singolo fiore curerebbe il disturbo psicologico che ha causato o potrebbe causare un certo malessere fisico. Dietro ogni disturbo fisico ci sarebbe quello che viene chiamato “fiume di energia”, originato a livello psicologico (come nel caso della rabbia, che viene scaricata in modi e zone del corpo differenti); pertanto, ad ogni disturbo psicosomatico, provocato dallo sfogo dell’energia, corrisponderebbe, a monte, un ben preciso disturbo dell’anima.  Sulla base di tali principi sono stati distinti 38 “tipi comportamentali” di base, ai quali corrisponderebbero 37 fiori e un’acqua di fonte, la cui energia sarebbe in grado di curare l’organismo per riportarlo in armonia; in tal modo i sintomi tenderebbero a regredire.

I rimedi floreali scoperti da Bach rilascerebbero infatti nell’acqua, se opportunamente trattati, la loro “energia” o “memoria”. Bach consigliava di cogliere i fiori al massimo della fioritura e nelle prime ore del mattino di un giorno assolato; il fiore, che non doveva essere intaccato da alcunché, veniva deposto in una ciotola d’acqua pura e veniva trattato secondo uno dei due metodi riportati nelle opere del medico gallese.

Ho iniziato a darglieli. 4 gocce, tre, quattro volte al giorno. Non sempre ce la faccio. Gliele metto dentro la mela e poi nell’abbeveratoio. Dovrebbero regalarle un po’ di serenità. Dovrebbero renderla meno nevrile nei confronti del mondo e forse mano ossessiva nei miei confronti.

Il Reckweg R1 intanto funziona. Il dolore è diminuito. Ma non credo sia scomparso. Margherita non riesce a ingrassare. Sta mangiando tutto ma il suo esile corpo da purosangue lascia intravvedere le costole. Soprattutto quando qualcosa ne cattura l’attenzione (in questo caso mi sembra che cresca di un metro…) o le fa paura. Appena posso l’accompagno a brucare l’erba fresca.

Passeggiamo per i campi e la sento attenta e felice. Non riesce a stare ferma fra l’erba. Io appoggio la mano al garrese, le cammino accanto e ne imito i movimenti. Secondo il metodo Parelli, è il gioco dell’ombra. Mi, anzi, ci riesce benissimo. L’impressione è che le piaccia camminare fianco a fianco con un contatto forte fra noi. Continua a essere ossessiva nei miei confronti. Mi riconosce appena appaio all’orizzonte, appena sente la mia voce si precipita alla porta del paddock. Spero che i Fiori funzionino. E’ importante per lei, ma ammetto lo è anche per me,sentirsi meno legata, più libera e soprattutto serena. Anche se non sono al suo fianco. Che possa esistere con un animale, con una cavalla una comunicazione telepatica? Non so rispondere.

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