In Germania una laurea per sussurrare ai cavalli

Parlare con i cavalli può non rimanere un sogno: può voler dire studio, applicazione, passione e un’accademia pronta a laurearti. E’ quello che avviene in Germania dove la sua Accademia di Bad Saarow nel Brandeburgo, vicino a Berlino,  in tre anni prepara studenti per una laurea interdisciplinare che li renderà capaci di sussurrare ai cavalli.

 Andrea Kutsch e Monty Roberts

L’accademia è nata nel 2006, fondata da Andrea Kutsch, 40 anni, esperta in ippolologia e allieva di Monty Roberts, il leggendario sussurratore ai cavalli che ha ispirato il film interpretato da Robert Redford.

Il corso, unico nel suo genere, costa 3.400 euro e dura tre anni, durante i quali si studia non solo l’equus method, una lingua in 177 gesti per comunicare con i cavalli, ma anche biologia, veterinaria e corsi di amministrazione per ditte che si occupano di cavalli.

«Gli esperti di questo tipo sono molto richiesti», ha detto al quotidiano “‘Frankfurter Allgemeine Zeitung” la Kutsch, nota in Germania anche per riuscire a calmare i cavalli senza violenza o medicine dopo le operazioni chirurgiche. Molti degli animali
campioni di corse, prima di «parlare» con Andrea Kutsch, non volevano neanche entrare nei box di partenza nell’imminenza delle gare.

Il prossimo ciclo di studi inizierà il prossimo novembre, i posti disponibili sono solo 40, i candidati, secondo dati dell’accademia, migliaia.

3 pensieri su “In Germania una laurea per sussurrare ai cavalli

  1. papua

    sarà forse perchè credo ad altre dimensioni, ma non credo sia un fatto automatico come una laurea. Son convinto che nella comunicazione con bambini e animali risaltino, mvengano messe in evidenza delle caratteristiche nostre che non conosciamo. A volte penso che è come se noi avessimo una specie di ombra, di alone, che può essere visto dagli animali.
    E che da questo si capisca se siamo affidabili. O forse sono solo capaci di leggere nell’anima?
    Ciao

  2. alessandra

    salve sono una ragazza di 27 anni mi chiamo alessandra sono amante dei cavallivi. Racconto
    la mia esperienza con un bellissimo cavallo. E’ successo 3 anni fa quando sono andata per la prima volta al maneggio di un mio paesano: il mattino dovevano portare un cavallo da domare con la doma tradizionale che poi non è riuscita perché il cavallo non riusciva ad accettare quel tipo di doma. Se un cavallo viene trattato male non pensate che dopo vi dia fiducia, continuerà ad odiarvi perché basta poco per allontarlo da voi. La violenza che usa la maggior parte dei domatori è sbagliata.
    Tornando alla mia bellissima esperienza… ero li che guardavo quella bellissima creatura subire da un domatore cosi tanta violenza per cercare di farsi dominare. Allora ho fatto uscire il domatore dal tondino e gli ho detto, basta con la violenza, ora ti dico io cosa devi fare e come fare: ho lasciato il cavallo da solo il tempo necessario perché si abituasse al nuovo territorio poi sono entrata guadagnando terreno verso il centro del tondino. Lui si è calmato e mi ha accettato, si è accorto che io non volevo fargli del male, Poi ho iniziato a lavorarlo senza frustino. Bastavano i gesti delle mani e del corpo. Prima lo ho fatto girare con la mano destra e poi con la sinistra per tante volte. Poi lo ho fatto fermare perché nnn bisogna fare troppe pressioni.
    Alla fine lui che mi seguiva. Mi sono fermata e lui ha abbassato la testa poi l’ha rialzata con le orecchie davanti a me e masticava a vuoto: ciò significa che il lavoro era andato bene. Poi l’ho portato nel centro con me e gli ho messo la capezza e una corda aggangiata all’anello e l’ho fatto girare prima da una parte e poi dall”altra. Infine ho preso la sella con la copertina e i finimenti, l’ho appoggiamo al centro e mi sono seduta sopra. Lui la ha annusata perché per lui era una cosa nuova. Gli ho messo la copertina, la sella e i finimenti. Quando sono uscita dal tondino con lui, il domatore mi ha chiesto come avevo fatto: gli ho risposto che ho fatto con le buone maniere.

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