E’ di nuovo febbraio….

Mi scuso con tutti coloro che seguono la storia di Margherita, la mia cavalla purosangue irlandese malata dal dicembre 2006 di tumore nell’area della parotide sinistra. Una diagnosi che la condanna perché non può essere operata nè curata adeguatamente. Mi scuso perché è da tanto tempo che non scrivo per dare conto della salute della cavalla.Chi ha letto i precedenti post, sa che per non perdere la mia compagna, nel marzo 2007 ho iniziato una cura omeopatica che le rafforza il sistema immunitario. A 15 mesi dalla diagnosi dei tumori e a quasi un anno dalla cura, siamo ancora qui. Margherita è viva e conduce una vita quasi normale.

La sua salute va ad alti e bassi. Così il mio umore. Ogni tanto la fatica – concreta ma anche psicologica – di seguire quotidianamente un animale gravemente malato, si fa sentire. Ogni giorno Margherita prende 10 gocce di Lycopodium per attivare le difese immunitarie, 4 compresse di Reckweg R1 contro i dolori che queste masse tumorali le provocano, 4 gocce tre volte al giorno di Fiori di Bach per calmare le sue ossessioni nei miei confronti (cerca la vicinanza fisica costante, come ogni essere che sta male).

Ogni giorno, a sera quando torno dal lavoro, vado da lei e mi scopro a spiarla, a guardarle lo sguardo, controllarle il pelo, analizzare la grandezza dei tumori…con la paura di scoprire qualcosa che non va.

Queste ultime settimane sono state molto faticose per lei. Prima si è ferita (credo in paddock) a un nodello. Ora ha una tosse fortissima e mal di gola. Quindi mangia molto poco e quando tossisce, rampa, credo per il dolore. Non ha febbre, almeno per ora.

Ma il freddo di questo periodo non aiuta. Oltretutto, per non interferire con il suo instabile equilibrio, su indicazione del veterinario che mi segue, non ho fatto la vaccinazione antinfluenzale. Lasciandola quindi più esposta ai virus che sembrano circolare in abbondanza.

Ma ce la farà anche questa volta. Ne sono certa. Un mese fa avevo anche provato a rimetterle la sella. Due volte. Un po’ di passo e un po’ di trotto in maneggio. Tutto perfetto. Lei di ottimo umore e piena di energie. Ma il veterinario mi ha rimesso a terra. Non devo più montarla, per una semplice ragione: la pressione della massa tumorale vicino al cervello potrebbe improvvisamente diventare insopportabile, crearle scompensi e fragilità che non so bene dove potrebbero portare. Certo potrebbero mettere in pericolo chi le sta sopra. Quindi, basta esperimenti. Alla vita di un tempo non si può proprio tornare.

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