Archivio mensile:novembre 2009

Il pranzo di Margherita

Ho introdotto un nuovo alimento nella dieta di Margherita: una polvere sottile che contiene minerali preziosi e “basici”. Mi sento in colpa per non averlo fatto prima. Nessuno mi ci aveva fatto riflettere.
Ogni essere vivente – uomo, donna, animale – per stare bene ha bisogno di conservare in equilibro il proprio organismo: la vita che conduciamo, l’alimentazione, l’ambiente rischiano di farci diventare troppo “acidi” esponendo la nostra salute a tanti problemi (qui un articolo dove la questione viene spiegata abbastanza bene).

Lo stesso problema ce l’hanno i cavalli. Prendete il fieno, che costituisce per Margherita (e non solo per lei) oltre il 90% della sua alimentazione: le piogge acide che l’hanno aiutato a crescere, rischiano di squilibrare l’apporto nutritivo e di conseguenza l’equilibrio acido-basico dell’organismo. Rendendolo più fragile. In più, un organismo malato, a quanto ho capito, è di per sè più “acido” di uno sano.
Al mangime (quel poco che le offro ogni giorno) aggiungo quindi questo prodotto che contiene citrati e oligoelementi in particolare magnesio, calcio, sodio, potassio. Ah, non lascio Nina senza  :-)

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Nulla accade mai per caso

Nulla accade per caso. Le chiamiamo coincidenze, ma sono solo tappe del cammino che stiamo facendo. Così, neppure il mio incontro con Tiziana, in una tiepida domenica di fine novembre risparmiata dalla pioggia, è giunto per caso.
Tiziana ha letto la storia di Margherita e, colpita dalle cure dolci, mi ha chiamata. E’ voluta venire a vedere di persona la cavalla. Ha voluto parlare con me. Ha preso appunti e mi ha raccontato di sé.

Tiziana è venuta da Margherita perché a febbraio 2010 concluderà i cinque anni di studio all’ Istituto di medicina globale di Padova, specializzazione in Naturapatia, e la sua tesi sarà legata alla naturopatia sugli animali. In particolare su Margherita.

Difficile riassumere un incontro che è durato un’intera mattinata, nella capannina di Margherita e Nina. Sono tanti i temi che sono venuti fuori dalle nostre riflessioni. Ne voglio scegliere uno, rinviando gli altri ad altri post. Più che una riflessione è una domanda: quanto gli animali “assorbono” il nostro stato d’animo? quanto reagiscono a una nostra malattia? quanto possono e vogliono farsene carico? quanto, noi, dovremmo essere capaci di proteggerli e smetterla di “usarli” come deposito delle nostre emozioni?

Tutte domande, di cui avevo discusso con il veterinario triestino Stefano Cattinelli che mi spiegava: “Avere un cane o un gatto, significa vivere un esperienza di vita unica che richiede un continuo rinnovamento e una crescita comune.  L’uomo e l’animale intrecciano costantemente i fili della loro esistenza senza però che l’uomo si accorga della dimensione interiore della quale l’anima animale è portatrice”.

Un giorno di due anni e mezzo fa, Cattinelli mi chiese: “Cosa è accaduto nella tua vita prima che la cavalla si sia ammalata? Qual è stato e qual è il tuo rapporto con lei? E tu, come stai?”. Domande a cui fu davvero difficile dare risposta. Domande che nessun veterinario fa. Gli dissi che Margherita mi aveva in qualche modo guarita da un grande lutto. Che, questo è certo, su di lei avevo riversato angoscia e dolore. E lei mi aveva aiutato. A volte solo con lo sguardo o con l’amore che provava e prova per me. Aggiunsi che, poco prima che lei si ammalasse, mi furono diagnosticati due problemi di salute: un grosso fibroma all’utero (che risolsi con un intervento chirurgico) e la tiroide di Hashimoto, che sto ancora curando. Lui mi fece notare che la parotide, dove Margherita è stata colpita dai tumori maligni, si trova vicina alla tiroide. Trovando in qualche modo un nesso fra le due malattie. Un nesso non solo temporale.

“L’anima di quella parte del regno animale che ha deciso di condividere un tratto di strada con l’Uomo, ha la capacità di forgiarsi secondo il “suo” punto di riferimento”, mi aveva spiegato, aggiungendo: “Per sintonia, per empatia, essendo un’anima ancora giovane, non ancora in grado di agire attraverso il pensiero (in definitiva sta qui la differenza tra noi e loro!) sul proprio vissuto animico, l’anima animale risuonerà dell’interiorità umana; rispecchierà l’interiorità umana, perché se prima, quando era ancora nel mondo selvatico doveva attenersi ai dettami della Natura, ora invece può liberamente dedicarsi a qualcosa di più variegato e poliedrico quale è l’interiorità dell’Uomo”.

E infine mi diede la risposta a quelle domande che gravavano sulla mia anima: “L’anima animale gioisce del rapporto con il suo Umano solo se da questo rapporto ne esce arricchita; solo se non gli viene richiesto di svolgere sempre e comunque il ruolo di sostegno emozionale, di colui al quale si possono affidare, senza troppo pensare, le nostre angosce e le nostre tristezze metropolitane.  Lei lo fa di buon grado, questo è vero; per amore dell’Evoluzione sta al nostro fianco e con il suo modo di fare discreto ed esente da alcun giudizio, ci sostiene fino alla sua morte.  Ma che rapporto diverso sarebbe se potesse imparare che le proprie dinamiche interiori si possono, in certa misura, modificare e guarire.  E già……anche per lei sarebbe diverso.  Anche per lei sarebbe una vera e propria guarigione”.

Non sa stare da sola…

Ho provato a portare fuori dal paddock Nina e Marghe è quasi impazzita. Si è messa a nitrire senza sosta e a correre su e giù per il paddock. Ho provato a calmarla, ma non ci sono riuscita. Voleva Nina. Disperatamente la voleva. E quando l’ho riportata (dieci minuti dieci)….si è finalmente calmata. Comprensibile: non si sente sicura e non può fare a meno del grasso culone ipnotico di Nina :-)
Bisogna avere pazienza.

Margherita (con Nina) nella nuova casa

Eccola qui.

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Certo, piuttosto magra (ma vi assicuro che la mia telecamera inganna…Marghe è un po’ più in carne), ancora tesa, ma comunque con appetito. Margherita mangia in compagnia di Nina e di Marta, la nostra padrona di casa, che porta carote e fieno in quantità.
Nel nuovo posto, Marghe e Nina hanno ritrovato vecchi amici: Jolly (con Valvasone) e la mandria di Mara, Calandrina, Bout, Gastone e Brai.

Un trasloco difficile

Non era in programma, ma siamo state obbligate. Venerdì scorso abbiamo traslocato e ci siamo spostate – Margherita, Nina ed io – dal maneggio a due passi da casa a un altro a mezz’oretta di macchina. Siamo state obbligate perché nel vecchio maneggio avevano abolito i paddock e Marghe non può assolutamente stare chiusa tutto il giorno. Il suo organismo, provato dalla malattia, non reagisce in modo normale e se non si muove liberamente, si gonfia tutta. Quindi, in fretta e furia, ce ne siamo andate.
Il viaggio è stato breve, ma per lei, che non si spostava da dieci anni e che da altrettanti non saliva su un trailer, è stato duro.  E’ scesa in un bagno di sudore e tremando tutta. Poco è riuscita a fare la valeriana e anche i Rescue Remedy dato con generosità.
Bisogna avere pazienza.
Ora, e per la prima volta in vita sua, è sistemata in una capannina esterna con accesso diretto al paddock e in compagnia di Nina, alla quale si sta attaccando in modo morboso. Comunque, il fieno a volontà la sta tranquillizzando. Vedremo come prosegue.

Siamo tornate e siamo sempre qui

Scusatemi, scusatemi davvero. Per troppo tempo non ho aggiornato questo blog. Colpa mia e di qualche problema tecnico che sono riuscita a risolvere proprio questa sera.
Voglio solo assicurare tutti coloro che mi hanno scritto in questi mesi: Margherita sta bene. Abbiamo attraversato mesi difficili e mesi più facili, ma siamo ancora qui. Ogni giorno le dieci gocce di Lycopodium e le 6 pastiglie di Reckweg R1 per i dolori. E ogni giorno tante coccole.

Dimenticavo…la malattia di Margherita il mese prossimo “compie” tre anni. Mi avevano detto che se ne sarebbe andata nel giro di qualche settimana…e invece siamo ancora qui. Lei è un po’ magra nonostante il fieno a volontà, ma è sempre bellissima.
Prometto un video quanto prima :-)