Archivio mensile:febbraio 2010

Galoppata e caduta, quanta paura!

Mercoledì 24 Margherita ha avuto la sua seconda puntura di staminali, la prima omologa. Tutto bene, tutto tranquillo. Anche Marco Polettini la vede abbastanza bene e sveglia.

Nina fa le boccacce

Nina fa le boccacce

Così ieri ho provato a fare una cosa diversa con lei. Era una bellissima giornata di sole e avevamo tutte e tre voglia di respirare a fondo la fine (speriamo) dell’inverno.  L’ho presa, assieme a Nina, e le ho messe insieme nel campo grande.

Nina ha cominciato a correre felice e…Margherita le correva dietro. Anche sgroppando. A un certo punto, è scivolata sul fango ed è caduta sul fianco destro. Ho preso una paura terribile, davvero. Ma lei si è rialzata in un batter d’occhio e ha raggiunto Nina.

Poi, si è cercata una pozza d’acqua abbastanza grande e ha fatto quello che ama: ha cominciato a sguazzarci dentro rampando con gli anteriori e infilando il muso dentro l’acqua. In cinque minuti era coperta di fango dalla testa ai piedi. Ma era felicissima.

Il tutto sarà durato un quarto d’ora, venti minuti. Non di più. Alla fine, Margherita mi ha guardata. Era come stranita e un po’ incredula. Mi si è piazzata vicina e, insieme, abbiamo guardato la Nina che continuava a correre felice.

Un inizio di primavera, forse.

Ottobre 2005: il tumore c’era già?

Complice una laringite che mi ha molto affaticato in questi giorni e costretto a essere un po’ pigrona nel lavoro, ho sistemato un po’ di vecchie foto di Margherita. Questa mi ha molto colpito.

Margherita, ottobre 2005

Margherita, ottobre 2005

Date un occhiata al rigonfiamento sotto l’orecchio, nella zona della parotide. Beh, quello è il tumore.

Possibile che me ne sia accorta solo un anno dopo? La biopsia è del dicembre 2006. Certo, oggi è più grosso e visibile anche dall’altra parte. Ma, c’era già nel 2005? Ciò significa che Margherita è malata da oltre 4 anni. Non tre. E siamo ancora qui.

Margherita, ottobre 2005

Margherita, ottobre 2005

Veterinario in visita: Marghe più in forma della sua “padrona”

E’ venuto Stefano Cattinelli, il veterinario di Trieste, a visitare Margherita. Era da un po’ di tempo che non la vedeva. E non l’ha trovata affatto male. Magra ma non così tanto. Una massa muscolare non del tutto scomparsa. E soprattutto un bell’occhio. Uno sguardo pieno, vivo e sereno.

Margherita, nel dicembre 2005, un anno prima della biopsia

Margherita, nel dicembre 2005, un anno prima della biopsia

Insomma, oggi la bionda sta molto meglio di me che non riesco a proferir parola causa laringite acuta, sic.
Devo già dare il merito alle prime staminali? Ho quasi paura a dire di sì. Ma è vero che da una settimana Margherita è diversa. Giovedì tocca al secondo round delle staminali. Questa volta omologhe.

Sono serena. Ho una grande fortuna: ho tre veterinari fantastici (Andrea Bertoli di Treviso, Stefano Cattinelli di Trieste e Marco Polettini di Roma) che non ci abbandonano neppure un giorno. Sempre pronti ad ascoltare, a rispondere, a tranquillizzare, a trovare nuove strade. E soprattutto a condividerle. Grazie. Davvero grazie.
Ah, ultima, giusto perché non è veterinaria ma una prossima naturopata, c’è anche Tiziana. Anche lei insieme a noi.

A volte mi chiedo dove ci/mi stia portando questa avventura. Forse verso una crescita profonda del mio animo. Certamente incontro a tante fantastiche persone che solo grazie a Margherita ho avuto la fortuna di conoscere.

Staminali per i tendini….il sogno di Giorgio

Ho ricevuto una lunga mail di Giorgio (che non conosco). Ve la riporto così come sta. E’ un altro viaggio nelle staminali che potrebbe cominciare molto presto.

“Grazie, e grazie soprattutto della notizia che hai appena pubblicato sul sito riguardo alla tua cavalla. Spero vivamente che le cure di Polettini diano i risultati che tutti si aspettano, non solo per i nostri compagni, ma anche per un eventuale utilizzo in umana.
Capisco cosa intendi per “Qualcosa dovevo pur fare” . Mi sono trovato anch’io e soprattutto mia moglie (la propietaria del cavallo e il suo cavaliere) di fronte a questa domanda. Ilveterinario,dopo un ulteriore controllo al tendine del nostro cavallo (da agosto aveva la guaina infiammata e una volta passata l’infiammazione si sono create aderenze!) ci ha detto che l’aderenza aveva rovinato alcune fibre del tendine.

Purtroppo il mondo dell’equitazione è fatto da molta gente che considera i cavalli solo come mezzi e non come compagni di vita. In molti (ad esclusione del veterinario!) alla notizia di questo problema al tendine mi hanno suggerito di darlo via. Questo perché la lacerazione a oggi non provoca gonfiori o problemi di zoppia e il nostro cavallone (un castrone di 7 anni) può ancora fare le sue belle 135 per altri anni ancora.

Ma scegliere questa strada avrebbe voluto dire darlo in mano a qualcuno che lo avrebbe massacrato di lavoro per ottenere risultati agonistici e che alla prima “rottura” avrebbe sicuramente trovato il modo di sbarazzarsi di lui!

INACCETTABILE per noi. Vorrebbe dire mandare un tuo amico al rogo. Come si può essere così “inumani”? Costi quel che costi, rinunceremo a far allennare mia moglie e magari ad avere un altro cavallo, ma il nostro cavallo, il nostro primo cavallo, deve avere la possibilità di avere la vita che ogni essere vivente si merita.

Quando abbiamo deciso che bisognava prendere un amico, avevamo bene in mente che la nostra scelta sarebbe stata una scelta a vita. Quindi, anche se non si potrà ottenere il massimo a livello agonistico, sicuramente avremo da lui e con lui tutto il resto!

A quel punto però il dilemma è stato “cure tradizionali, anche tradizionali staminali” o Marco Polettini e la sua cura?Sinceramente credo nei casi e nel destino e troppe cose fino ad oggi mi hanno accostato al nome di Polettini.Con il cuore ti saluto e spero veramente che sia ora per tutti di “buone Novelle”!! Grazie nuovamente, un saluto a te a al tuo splendido “fiore”!!

Staminali, l’avventura è cominciata

Fatto. Il viaggio di Margherita nelle staminali è iniziato. Mercoledì 17 febbraio il dottor Polettini ha inoculato alla mia bella bionda così tanto malata la prima dose ricavata da staminali eterologhe di un giovane cavallo, bello, forte e sano.[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=hI0k-SaPGSk]

Lo stesso giorno ho iniziato la terapia di autovaccino con il nosode equine melanoma. Per bocca. Dovrò proseguire per 25 giorni. Giovedì 25 febbraio ci sarà la seconda inoculazione, la prima con cellule staminali omologhe (cioè di Margherita). Poi, credo, una pausa di un paio di settimane.

Il dottor Polettini mi aveva avvertito che avrei visto un po’ stanca la cavalla nei giorni subito dopo la prima terapia. Non è stato così. Anzi. La mia sensazione è che Margherita sia più presente al mondo che la circonda. L’occhio sinistro lacrima meno. Entrambi sono più vivi e attenti. Traspare uno sguardo più sereno e in qualche modo “forte”. Polettini mi ha detto che l’effetto antinfiammatorio della staminali è immediato. Quindi Margherita potrebbe davvero, già ora, essere meno sofferente.

Nuova terapia: autovaccino e staminali

Ok, non me lo aspettavo ma sono arrivata a una decisione. E soprattutto a una nuova terapia per Margherita. Non voglio vederla soffrire. Ormai sono in ballo. Tre anni fa ho deciso che l’avrei aiutata e non posso mollare proprio ora.
Curerò Margherita con l’aiuto delle cellule staminali.


E’ successo tutto la scorsa settimana, complice mia sorella e la sua boxer Joy. Tramite lei ho conosciuto il veterinario romano Marco Polettini, che lavora con le staminali. Non ho resistito e gli ho fatto vedere Margherita.

Mi ha proposto una doppia terapia che cerco di riassumere, sia pur non scientificamente.
Polettini ha prelevato a Marghe una siringa di sangue. Gli servirà per due fasi di trattamento:
1.  un autovaccino che contiene nosodi di equine melanoma (fatto da una casa farmaceutica inglese). Questo le permetterebbe di irrubustire le sue difese immunitarie.

2. il secondo passo è legato alle staminali con 5 inoculazioni, la prima eterologa (da staminali di un cavallo sano, giovane e forte), le altre 4 con le sue stesse staminali. 

Polettini ovviamente non mi promette nulla, men che meno la guarigione. Ma mi assicura che la qualità della vita della cavalla sarà sicuramente migliore e quindi anche la sofferenza che le vedo addosso oggi, minore.

La terapia potrebbe iniziare già mercoledì. Attendo notizie da parte del veterinario.

Sta meglio….e per me alti e bassi

Marghe sta meglio. E in questi giorni ho preso alcune decisioni che mi riprometto di spiegare meglio nei prossimi giorni
1. Il freddo non aiuta. Ogni sera, quindi, pastone tiepido con due dita d’olio di semi. Fieno a volontà (sperando che non se lo mangi la piccola disgraziata cicciona Nina). Due coperte.

2. Il 23 febbraio torna a vederla Stefano Cattinelli, il veterinario di Trieste che la sta seguendo da tre anni ormai. Vedremo insieme come procedere

3. Oggi l’ho fatta vedere a un terzo veterinario, Marco Polettini, di Roma. Le ha prelevato un campione di sangue. Ciò permetterà una prima terapia autoimmune con un rimedio omeopatico per rafforzare ulteriormente le difese immunitarie. Poi, forse, la terapia con le cellule staminali.

Cieca? La malattia avanza. Ho paura

Non mi piace come sta Margherita. E le ragioni sono molte.
La scorsa settimana è stata operata a un tumore sotto la gamba posteriore destra: uno di quelli che quando cominciano a degenerare vanno per forza tolti. Era successo già l’anno scorso. Si è quindi beccata una bomba di antibiotici e 4 giorni di antidolorifici. Anche questi necessari perché il posto era molto innervato e quindi la cicatrice provoca ancora dolore.
Ho approfittato del calmante che le è stato fatto per sistemarle anche i denti. Non lo facevo da tre anni. Da quando si è ammalata. Ma anche quello andava fatto. Quindi: un’unica botta di calmante, via il tumore e limatura dei lupini.
Tutto è andato bene, anche se ha perso molto sangue.

Ma non è questo il problema. Almeno ai miei occhi. Marghe sta diventando sempre più assente. Stanca. Rimane ferma in mezzo al campo, o nella capannina, con la testa a penzoloni, quasi dormisse.Gli occhi semichiusi.

Una ragione è sicuramente il freddo che non molla. Già il tumore la divora internamente. Il freddo le impedisce di ingrassare. Anzi. Non solo le costole sono in evidenza, ma anche le anche spuntano fuori molto di più di un mese fa.

Anche il muso mi sembra più affilato. E il tumore sulla parotide più grande. Sia dal lato originario (quello sinistro) che in quello destro dove ancora la scorsa estate si vedeva appena.

In più, facendo il gesto di colpirla davanti all’occhio sinistro, lei non reagisce. Il mio timore è che il tumore abbia in qualche modo provocato cecità all’occhio sinistro.

Sono disperata. Ho paura che la situazione stia precipitando. Sono sicura: sta soffrendo. Il suo sguardo me lo dice. Lo “sento”. Ed è come si stia allontanando.