Nuova terapia: autovaccino e staminali

Ok, non me lo aspettavo ma sono arrivata a una decisione. E soprattutto a una nuova terapia per Margherita. Non voglio vederla soffrire. Ormai sono in ballo. Tre anni fa ho deciso che l’avrei aiutata e non posso mollare proprio ora.
Curerò Margherita con l’aiuto delle cellule staminali.


E’ successo tutto la scorsa settimana, complice mia sorella e la sua boxer Joy. Tramite lei ho conosciuto il veterinario romano Marco Polettini, che lavora con le staminali. Non ho resistito e gli ho fatto vedere Margherita.

Mi ha proposto una doppia terapia che cerco di riassumere, sia pur non scientificamente.
Polettini ha prelevato a Marghe una siringa di sangue. Gli servirà per due fasi di trattamento:
1.  un autovaccino che contiene nosodi di equine melanoma (fatto da una casa farmaceutica inglese). Questo le permetterebbe di irrubustire le sue difese immunitarie.

2. il secondo passo è legato alle staminali con 5 inoculazioni, la prima eterologa (da staminali di un cavallo sano, giovane e forte), le altre 4 con le sue stesse staminali. 

Polettini ovviamente non mi promette nulla, men che meno la guarigione. Ma mi assicura che la qualità della vita della cavalla sarà sicuramente migliore e quindi anche la sofferenza che le vedo addosso oggi, minore.

La terapia potrebbe iniziare già mercoledì. Attendo notizie da parte del veterinario.

2 pensieri su “Nuova terapia: autovaccino e staminali

  1. tiziana

    è davvero difficile dare un consiglio per certe decisioni, così come dev’essere stato difficile per te scegliere una strada.
    Personalmente sono favorevole a tutti i tentativi: l’importante è essere sicuri di non correre rischi di peggiorare la situazione, m siccome sono sicura che ti sarai informata su tutto, comincia questo percorso nuovo con fiducia e ottimismo!

    Nel leggere le tue difficoltà, mi hai fatto venire in mente una cosa…
    Mai sentito parlare di Reiki? E’ una specie di pranoterapia (non me ne vogliano i pranoterapeuti per la semplificazione!) solo che per farlo non serve avere particolari doti, nel senso che chiunque impara.
    Il concetto è lo stesso: usare le mani per farsi “canali”, portatori di energia… di sicuro è un momento di profondo contatto fra te e chi riceve.

    Io lo facevo quando la mia gatta era malata di tumore.
    Poi ho smesso per addentrarmi nel mondo delle medicine non convenzionali in maniera più “scientifica”, ma a distanza di tempo l’ho rivalutato, anche se disprezzo il mondo commerciale che si è creato attorno a questo tipo di terapia, così come si crea attorno a tutte le filosofie di moda.

    Non so se riuscirebbe a far passare i dolori a Margherita, ma, come ripeto, è un contatto unico e profondo, che non sono mai riuscita a relizzare in altri modi.
    E’ una sorta di dialogo fra le due anime, che se non cura, consola e rassicura.

    La mia gatta è morta, la malattia era molto avanzata, e io non avevo gli strumenti che ho ora, o quelli che hai tu; ma il Reiki è stata un’esperienza che ci ha permesso di fare un altro pezzo di strada insieme, e per il tempo della malattia, è stato un modo per darle conforto e serenità.
    Per essere vicine: se fisicamente non ci era possibile esserlo sempre, lo eravamo in un altro mondo, non materiale.

    Credo che anche a Margherita farebbe bene.

  2. Stefano

    Ciao,

    Ti sono vicino e posso solo immaginare quello che tu possa sentire.
    Molti non capiscono quanto un compagno come un cavallo possa darti e quanto vedere che sta male ti possa far soffrire.
    Spero vivamete che le cure del Dr. Polettini possano funzionare al meglio, sinceramente lo spero anche per il mio cavallo, visto che in questi giorni dovrebe venire a visitarlo per un problema ad un tendine.

    Credo molto in lui e nella sua nuova tecnica….

    Se puoi, vorrei chiederti alcune cose, potresti contattarmi alla mia email?

    Grazie e nuovamente in bocca al lupo!

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