Archivio mensile:marzo 2010

Staminali finite, che succederà ora?

La scorsa settimana Margherita ha finito la sua cura con le cellule staminali. Prosegue invece la somministrazione quotidiana di Lycopodium 12 lm (per aiutare il fegato a eliminare tossine) e di nosode per il melanoma equino.

In questi giorni di primavera ho levato la coperta e mi colpisce, oltre a farmi soffrire, la sua magrezza.

Troppo magra...

Troppo magra...

Ma Margherita mangia sempre con appetito, sia il fieno che l’avena. Ed è attiva. E presente. Il video che ho fatto lo dimostra abbastanza. Non nervosa, direi. Piuttosto presente rispetto al mondo che la circonda.

Il tumore a sinistra, la sede originaria

Il tumore a sinistra, la sede originaria

Il veterinario Marco Polettini mi ha confermato che all’occhio sinistro non ci vede proprio. Ora è visibile anche una piccola lesione. Peccato, qualche settimana fa mi sembrava che avesse recuperato la vista, compromessa sicuramente dal tumore che fa pressione. Nelle foto qui si vede chiaramente la dimensione del tumore e la differenza di quello sinistro (questa è la sede originale) e quello destro (dove è passato nello spazio di un anno).

Il tumore di Margherita, a destra

Il tumore di Margherita, a destra

Ora la terapia si ferma per qualche mese. Se Margherita recupererà vigore, potremmo pensare a un altro paio di inoculazioni di staminali omologhe. Lo vedremo. Per l’oggi, mi chiedo se sia possibile farle recuperare un po’ di muscolatura, magari con un leggero lavoro alla corda visto che non mi sembra il caso gravarle sulla schiena con la sella.
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Senza illusioni

In questi giorni mi sento così. La temperatura dell’aria si è alzata, ho levato la coperta a Margherita per qualche ora della giornata. E la vedo così magra. E così tirata. Mi rendo conto che ogni tanto mi illudo che possa guarire e la cruda realtà del suo corpo mi riporta con i piedi per terra. In questa foto è con il suo amato Bou.

Margherita con il suo amato Bou

Margherita con il suo amato Bou

Martedì prossimo faremo l’ultima staminale e proseguirà la terapia orale del nosode di melanoma equino. Dove arriveremo, e come, non lo so.

Giorni di passaggio

Giornata terribile. Neve e vento a raffica. Meno male che ieri ho vestito Margherita come fosse gennaio: coperta cotone-lana sotto e coperta invernale impermeabile sopra. Le ho messo anche il copri collo, tanto per non sbagliare.

La bionda in questi ultimi giorni mi sembra un po’ assonnata. Sarà il tempo. Non ho ben capito se l’occhio ci vede oppure no. Ma qualcosa è cambiato, di questo sono certa.

Ieri sono riuscita anche a farle alzare le gambe anteriori per pulirle i piedi. Pochi secondi, ma erano mesi che si rifiutava di alzarle. L’autovaccino e il nosode equine melanoma sta per finire. Ne avrò ancora per qualche giorno.
La prossima settimana sarà la volta della quarta puntura di staminali omologhe. La terapia entra nella seconda fase. Speriamo bene.

Marghe, Nina ed io. Aspettiamo la primavera. In tutti i sensi. Questo video, di qualche giorno fa, che racconta un incontro affettuoso fra il mio amato Vittorio e la placida Nina spero possa essere di buon auspicio :-)
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La trasformazione dell’occhio: ci vede?

 

Margherita, quando stava bene

Margherita, quando stava bene

Siamo arrivate a metà percorso.

Martedì 2 marzo Margherita ha fatto la terza puntura di staminali autologhe. Il dottor Polettini ha prelevato di nuovo il sangue per una seconda coltura. Le sue cellule a questo punto dovrebbero essere più forti e le staminali della quarta e quinta puntura più “agguerrite”.  Ma dovremo attendere un po’ di più questa volta. La quarta puntura arriverà attorno al 16 marzo.

Margherita intanto ha momenti buoni e altri meno buoni. Mercoledì era piuttosto arzilla soprattutto quando si è resa conto che la sua amica Nina stava galoppando felice in un grande paddock assieme a un gran bel giovanotto, Con Air. Gelosia? Paura di abbandono? Sta di fatto che è cresciuta mezzo metro, non stava ferma un attimo e nitriva a squarcia gola :-)

Ieri è stata una giornata un po’ down. Non c’è da preoccuparsi, mi ha spiegato Polettini, anche questi momenti vanno messi in conto durante la terapia.

Ma la vera trasformazione di queste settimane è quella dell’occhio sinistro. Dalla parte dove ha l’area tumorale originaria e più grossa. Prima delle staminali lacrimava continuamente. Margherita lo teneva semichiuso. Ma soprattutto non ci vedeva più.

Già con la prima puntura l’occhio ha smesso di lacrimare ed è tornato tondo e vigile. Ma non aveva recuperato la vista. Oggi mi è sembrato che ci vedesse. Ogni volta che passavo la mano davanti all’occhio, lei lo chiudeva sbattendo le lunghe ciglie. Prima non dava alcun segno. Non voglio illudermi…..vedremo nei prossimin giorni.