Archivio mensile:agosto 2010

Oggi l’ho guardata negli occhi…

Margherita, oggi nel campo

Margherita, oggi nel campo

L’ho guardata negli occhi oggi. A lungo l’ho fatto. E ci ho visto ancora voglia di vivere. Certo, attaccata alla sottoscritta il più possibile….ma anche barattando la mia compagnia con quella di Nina. Poi mi sono distesa sull’erba e le ho fatto compagnia mentre brucava.

Guardatela: non sembrerebbe una cavalla in fin di vita. C’è ancora qualcosa in lei che la fa restare.

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Ok Marghe, andiamo avanti. Continuo con i rimedi omeopatici tutti i giorni, almeno fino a venerdì quando dovrebbe essere previsto il trasloco a casa. Così come con il Phytorenal.
Attendo solo la Basica: indispensabile per combattere l’acidità del suo corpo.

Viviamo, insieme, giorno per giorno. E comunque oggi c’era un sole stupendo. Un buon augurio.

Finalmente domenica

Una giornata bellissima. Ieri il temporale ha portato via tutta l’afa e l’umidità. Dalle finestre vedo il Montello, poi le Prealpi verso Vittorio Veneto. In fondo le prime Dolomiti. Sole e aria fresca.

Sono ancora a casa e mi chiedo come avrà preso Margherita questo brusco abbassamento della temperatura. La vedrò fra qualche ora.

Intanto mi sento più forte e speranzosa. Ieri Margherita, con me vicina, ha mangiato un bel po’ di fieno. L’occhio è rimasto vigile per almeno un paio d’ore. Poi, stanca, si è messa nell’angolo della capanna a riposare. Ma quando sono attorno, è comunque presente e vigile.

Oggi è il quinto giorno delle cure dolci decise dal veterinario: Phytorenal per fegato e reni, poi una fiala di Nux Vomica per stamnchezza, nausea, Arnica per i dolori, Berberis per il fegato, Chelidomium per migliorare la digestione. Cinque giorni di seguito. Poi, un giorno sì e un giorno no.

Domenica è arrivata. Farò quello che Margherita mi chiederà. E, se sarà, saremo fortunate, per sabato prossimo ho prenotato un magnifico e comodissimo Van e me le porterò a casa.

Devo scegliere il male minore:  da una parte lo stress che potrebbe causarle un trasferimento (anche se di una ventina di chilometri), dall’altra quello che vedermi solo un paio d’ore al giorno. Il male minore è lo stress. Quando sarà a casa, potrò stare con lei molto di più. E se le lo vorrà, le farò forza.

Situazione stazionaria….pena

Margherita, qualche giorno fa

Margherita, qualche giorno fa

Tutto fermo. Margherita continua a comportarsi come fa da una settimana esatta: quando vede il fieno si avvicina, mangia qualche pagliuzza, resta in capannina per una mezz’oretta. Poi torna nell’angolo in fondo, sotto il sole. E qui, vi assicuro, queste sono giornate faticosissime. Sembra impossibile che non preferisca mettersi al riparo, all’ombra.

Nell’angolo assume quella sua aria semi addormentata, con la testa sospesa a mezza via. Quasi facesse fatica a tenerla su.

Ho riparlato con il vet. Aspetto fino a domenica. E non so bene cosa aspetto.

Con lui ho già definito il percorso da fare. Prima un bel pastone con tante mele e carote, poi a brucare nell’erba alta (sperando che le faccia gola) insieme a Nina. Un primo sedativo, in modo che senta il bisogno di sdraiarsi. Un’anestesia più profonda. Infine la puntura.

Nina resterà con noi per tutto il tempo. Se vedrà la sua compagna andarsene, saprà accettare il destino, non si sentirà abbandonata.

Ripeto in modo ossessivo dentro di me questo percorso. Come fosse un film. E senza crederci davvero.

La decisione più difficile

Margherita, a luglio

Margherita, a luglio

Ho paura che sia giunto il momento. Disperatamente chiedo aiuto a chiunque stia leggendo questo blog.

Da venerdì scorso Margherita ha smesso quasi completamente di mangiare. Se ne sta tutto il giorno nell’angolo più remoto del paddock. Lontano dalla capannina, dal fieno e dall’acqua. Con lo sguardo perso nel vuoto.

E’ dimagrita moltissimo nell’ultimo mese. E’ pelle e ossa. Letteralmente. Il veterinario le ha trovato i valori della bilirubina sballati. Segno che il fegato non sta più funzionando. Probabilmente le metastasi si sono fatte strada.

Marghe si anima solo quando mi vede. Allora nitrisce e mi raggiunge. Mangia le mele e le carote. E forse per farmi felice anche qualche ciuffo di fieno.

Nina non la lascia un minuto. La raggiunge nell’angolo e smette anche lei di mangiare.

Ho paura sia giunto il momento di salutarla per sempre. Mi concederò ancora qualche giorno, fino a domenica. Sperando in un’improbabile ripresa.