Archivio mensile:settembre 2010

Ho preso la decisione: da domani dormirà per sempre

Lo faccio perché ho paura che stia troppo soffrendo.
Perché ho paura di trovarla a terra senza forze in preda a dolori che potrebbero avere origine ovunque nel suo corpo. Le metastasi sono sicuramente in fase avanzata.

Perché non conosco cavalli che siano morti senza atroci sofferenze. L’unica chance per non soffrire, per loro, è un attacco di cuore.

Perché trascorre tutto il giorno dentro in capannina, con il muso nell’angolo. Perché non si distende più: teme di non avere la forza di rialzarsi. E’ una settimana che sta sempre in piedi. Proprio lei che amava dormire sdraiata. Qualche volta anche di pomeriggio.

Quindi ho preso appuntamento con il vet. E anche con il servizio trasporto della Asl, per il dopo.

Mi sento in colpa, verso Margherita. Qualunque sia la mia decisione. Ma soprattutto, mi manca già da morire. Guardo il prato con la prima erbetta che sta crescendo e penso che lei, a primavera, non potrà correrci.

E’ troppo forte il legame con lei. Perché? Perché a lei devo la vita. Ha saputo aiutarmi e amarmi incontrandomi in un momento di grande infelicità. Quando avevo perso i miei due più cari amici. Li avevo accompagnati verso la morte. Giorno dopo giorno. Prima Paolo, poi Franco. E ora sto facendo lo stesso con lei.

Verso la fine: Nina sente la morte che si avvicina

Margherita si è ripresa dalla crisi di giovedì scorso. Ma ieri ha avuto un altro attacco, davanti a me fortunatamente. Il panico è stato evitato. Almeno il suo.

Temo di essere alla fine. Anche il comportamento di Nina è sempre più strano. Con Margherita è dominante, aggressiva, cattiva. Come non l’ho mai vista. Non vuole che Margherita si avvicini al fieno. La spinge lontano, in mezzo al campo. E la povera Marghe ubbidisce, spaventata.

Mi si è stretto il cuore a vedere ieri queste dinamiche: Margherita così indifesa e instabile sulle gambe, stanca anche perché ho notato che non si stende più; Nina, che è sempre stata un angelo, così aggressiva e feroce.

Ho pensato a mille cose per darmi una ragione di questo comportamento. Poi ho deciso di chiamare un esperto. Tramite l’ etologo Danilo Mainardi, che vive a Venezia, ho avuto il numero di Francesco De Giorgio, suo allievo ed esperto di comportamento equino.

Pur non conoscendo la storia di Margherita e Nina, se non dalle mie parole, ha interpretato in questo modo l’atteggiamento della più piccola: “In questo momento Nina è un cavallo. Al di là del suo carattere e delle sue specificità. In natura un cavallo in difficoltà, malato, vicino alla morte, o viene predato oppure viene allontanato dal branco. Perché potrebbe metterlo in pericolo”.

Nina sente la morte che si avvicina.

Crisi. Forse epilettica

L’ho trovata alle 5 della sera. Al mio rientro dal lavoro. Alfonso, il mio angelo custode (quando sono via è lui che pensa alle cavalle) mi ha subito avvertito che aveva notato che alle 14 Margherita non aveva ancora toccato il fieno di metà giornata e se ne stava immobile in capannina.

Non ho dato tanto peso. Ho pensato a un momento di stanchezza, passeggero. Poi una vicina mi ha detto di aver sentito lunghi nitriti e rumori strani in capannina. Ho sperato in un piccolo litigio con tanto rumore.

Invece l’ho trovata piena di tagli, in tutto il corpo. Non profondi per fortuna. E un gonfiore importante all’altezza dei polmoni. L’ho convinta a fatica a uscire dalla capannina. Non ce la faceva a camminare. L’ho portata alla fontana, le ho lavato le ferite e l’ho disinfettata. Le ho dato una fiala d’arnica. Poi, con il ghiaccio secco, le ho fatto lunghi impacchi nella zona gonfia.

Margherita restava lì in piedi. Ferma. Con l’occhio semi chiuso. L’orecchia sinistra quasi penzolante. Il collo un po’ abbassato. L’ho accarezzata a lungo, parlandole. Dopo un’ora ha cominciato a mangiare qualche carota. Verso le sette è arrivato il vet, il mio meraviglioso Andrea.

Ha confermato che le ferite sono superficiali, nessuna lesione importante. Molte contratture. E la speranza che il gonfiore sia solo uno strappo e un versamento, non un’ascite causata dal tumore. Lo vedremo bei prossimi due giorni. All’arnica ho aggiunto una bustina di antidolorifico.

Dopo mezz’ora di leggero massaggio, ha cominciato a cambiare espressione. Si è definitivamente tranquillizzata e ha cominciato a cercare il fieno.

L’ho rivista, per la terza dose di arnica, pochi minuti fa. Stava mangiando tranquilla. Come se non fosse successo nulla.

Poiché quasi mai durante il giorno Margherita si stende, l’ipotesi è che abbia avuto una crisi epilettica dovuta al tumore che preme sulla testa. Ne ha avuto un’altra di crisi, tre anni fa. Fortunatamente davanti a me. E la mia presenza ha evitato il panico.

Sono a pezzi. A volte penso che seguire Margherita, proteggerla, portarla avanti fino alla fine, con amore e attenzione, sia vedere in lei tutto il dolore e la sofferenza degli animali del mondo. Per i quali  posso fare sempre e comunque troppo poco.

Grande appetito, fieno a volontà

Margherita e Nina all'attacco dell'erba

Margherita e Nina all'attacco dell'erba

Sono passati 11 giorni dal nostro arrivo a casa. Va tutto benissimo. L’erba è sparita: divorata in pochi giorni! Margherita ha un super appetito e ho deciso di darle fieno a volontà. Penso che ne stia mangiando 12-14 chili al giorno.

La vedo tranquilla e piuttosto attenta a ciò che le succede attorno: trattori, persone in bicicletta che passano, amici inj visita, Nina che corre, Emma e Vittorio sempre alle calcagna.

In capannina, con la sua montagna di fieno

In capannina, con la sua montagna di fieno

Ho concluso i rimedi. Vado avanti con il Phytorenal e il Lycopodium. Ho cominciato anche a integrare i due chili di avena al giorno con della Basica per riequilibrare l’acidità del suo corpo malato.

L’obiettivo è quello di metterla in grado di affrontare l’inverno.Mi sento abbastanza serena e in qualche modo incredula: se penso che stavo per “metterla a dormire” mi vengono i brividi.

A casa, finalmente

Un fine settimama impegnativo ma davvero sereno.
La tranquillità di Margherita in questi primi giorni a casa mi ha ripagato di ogni fatica o timore. Ho fatto bene.

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Sul fronte medico, continuo con il Phytorenal mentre sono passata a un giorno sì e uno no per i rimedi omeopatici.
Margherita mangia senza problemi e con appetito: circa due chili di avena al giorno e una decina di chili di ottimo fieno.

Per Nina solo fieno…altrimenti temo di alzerà in volo: la sua pancia continua a lievitare!

Arrivate, tutto benissimo, Marghe serena

Giusto due parole di emozione: siamo arrivate a casa verso le 13. Sotto un cielo plumbeo che minacciava tempesta e invece non ha fatto neppure una goccia.

Il viaggio è andato bene. Margherita è salita in Van senza problemi e Nina, sia pur con qualche dubbio, l’ha seguita.

Arrivate a casa

Arrivate a casa

Ma il bello è venuto quando siamo arrivate. Non appena scesa dal Van, Margherita è entrata il paddock e si è messa a brucare. Serenamente. Mentre Nina le saltava attorno un po’ eccitata o impaurita.

La sensazione è che abbia riconosciuto il posto. Qui, a due passi dal mio ex maneggio dove Margherita ha vissuto dieci anni, io e lei venivamo a fare tante passeggiate, Fino a quattro anni fa.

Per me sarà una notte ansiosa.

Vigilia, trepidante vigilia…

Il grande giorno sta arrivando: domani Margherita e Nina vengono a casa.

La capannina è pronta, il recinto anche. Il fieno è arrivato. L’avena vado a prenderla domani. La paglia vado in prestito fino alla prossima settimana….


A mezzogiorno partiremo con un comodo van da 6 posti per una ventina di chilometri appena di percorso.
Speriamo che Marghe ce la faccia.

A domani sera con un post di resoconto e qualche immagine delle ragazze
nel nuovo – diciamo pure principesco – alloggio!