Crisi. Forse epilettica

L’ho trovata alle 5 della sera. Al mio rientro dal lavoro. Alfonso, il mio angelo custode (quando sono via è lui che pensa alle cavalle) mi ha subito avvertito che aveva notato che alle 14 Margherita non aveva ancora toccato il fieno di metà giornata e se ne stava immobile in capannina.

Non ho dato tanto peso. Ho pensato a un momento di stanchezza, passeggero. Poi una vicina mi ha detto di aver sentito lunghi nitriti e rumori strani in capannina. Ho sperato in un piccolo litigio con tanto rumore.

Invece l’ho trovata piena di tagli, in tutto il corpo. Non profondi per fortuna. E un gonfiore importante all’altezza dei polmoni. L’ho convinta a fatica a uscire dalla capannina. Non ce la faceva a camminare. L’ho portata alla fontana, le ho lavato le ferite e l’ho disinfettata. Le ho dato una fiala d’arnica. Poi, con il ghiaccio secco, le ho fatto lunghi impacchi nella zona gonfia.

Margherita restava lì in piedi. Ferma. Con l’occhio semi chiuso. L’orecchia sinistra quasi penzolante. Il collo un po’ abbassato. L’ho accarezzata a lungo, parlandole. Dopo un’ora ha cominciato a mangiare qualche carota. Verso le sette è arrivato il vet, il mio meraviglioso Andrea.

Ha confermato che le ferite sono superficiali, nessuna lesione importante. Molte contratture. E la speranza che il gonfiore sia solo uno strappo e un versamento, non un’ascite causata dal tumore. Lo vedremo bei prossimi due giorni. All’arnica ho aggiunto una bustina di antidolorifico.

Dopo mezz’ora di leggero massaggio, ha cominciato a cambiare espressione. Si è definitivamente tranquillizzata e ha cominciato a cercare il fieno.

L’ho rivista, per la terza dose di arnica, pochi minuti fa. Stava mangiando tranquilla. Come se non fosse successo nulla.

Poiché quasi mai durante il giorno Margherita si stende, l’ipotesi è che abbia avuto una crisi epilettica dovuta al tumore che preme sulla testa. Ne ha avuto un’altra di crisi, tre anni fa. Fortunatamente davanti a me. E la mia presenza ha evitato il panico.

Sono a pezzi. A volte penso che seguire Margherita, proteggerla, portarla avanti fino alla fine, con amore e attenzione, sia vedere in lei tutto il dolore e la sofferenza degli animali del mondo. Per i quali  posso fare sempre e comunque troppo poco.

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