Archivio mensile:ottobre 2011

La paura e le carezze

Piccola Maggy lo scorso novembre

Piccola Maggy lo scorso novembre,non si nota ma siamo nel periodo clou della sfida

Quando è arrivata a casa mia Piccola Maggy aveva appena 4 mesi. Ed era ingestibile. Mordeva, calciava,ti veniva incontro con le orecchie abbassate e gli occhi aggressivi.

Pensavo fosse una piccola femmina alfa.Di quelle che appena crescono prendono il comando del branco. Per la verità anche il veterinario aveva la stessa opinione di quella creatura buffa.

Con la Nina sulla neve

Con la Nina sulla neve

Avrebbe voluto dire che anche Nina, per quanto grande, grossa e più “anziana” prima o poi sarebbe diventata la gregaria. Di una mostriciattola.

Non lo nascondo: ero un po’ impaurita da Piccola Maggy. Perché non mi sono mai trovata a dover allevare da sola un puledro. E perché prendersi un calcio da quei piccoli zoccoli impazziti avrebbe potuto significare un gran dolore.
Quindi stavo ben attenta a come mi muovevo fra loro. Ma mi chiedevo fino a che punto avrei potuto continuare così.

Un’amica che lavora con i pony non ha avuto dubbi di fronte a Piccola Maggy: bisognava domarla. Già, ma come?

Bisognava farle capire, con le regole del branco, che ero io la capobranco.Non lei. Quindi ogni volta che lei mi avrebbe aggredito, io avrei dovuo reagire con più forza. Magari con un frustino in mano.

Grandi rotoloni...

Grandi rotoloni...

Non me la sono sentita. Mi sono mossa con l’istinto. Lasciando da parte la mia natura di predatore. Anzi partendo proprio da questa. E pensando a come lei si sentiva una preda.

Perché forse, mi sono detta, l’aggressività di Piccola Maggy era dovuta alla paura. Chissà come erano stati i suoi primi quattro mesi di vita. Chissà che rapporti aveva avuto con gli umani.

Insomma, avrei dovuto prenderla con le buone. In qualche modo. E comunque era l’unico modo che potevo concepire.

Ho cominciato ad accarezzarla da lontano, con uno stick arancione, quello che Pat Parelli utilizza per la doma dolce. Poi, restando protetta fuori dal recinto, ho iniziato ad accarezzarla sul corpo.

Sorpresa: Piccola Maggy non solo ci stava, ma mostrava di apprezzare le carezze energiche, una sorta di grooming sul suo piccolo corpo che nessuno fino a quel momento le aveva mai fatto. Neppure Stella.

Sono stati sufficienti pochi giorni. Le mie carezze l’hanno conquistata. In modo totale.

Ci ho messo diciamo sei mesi a stabilire una relazione pienamente serena, ma oggi, appena mi vede, mi viene incontro allegra e pretende tante carezze.

Mi appoggia il musino sul braccioe si fa stringliare, pettinare la criniera, spazzolare le zampette, sistemare la frangetta. Ora riusciamo perfino a farle i piedi.

Un raro momento di riposo

Un raro momento di riposo

Certo, quelle piccole orecchie sono spesso abbassate in segno di sfida…ma questo è il suo carattere. E’ sicuramente una femmina alfa, dominante. Ciò significa che non dovrò comunque abbassare la guardia. Soprattutto in quei giorni in cui ha la luna rovescia.

Ma grazie a tutte queste carezze oggi siamo grandi amiche.
E avevo ragione: Piccola Maggy aveva solo paura.

Un anno fa…

Lo sguardo dolce di Nina

Lo sguardo dolce di Nina

Margherita è morta il 1 ottobre 2010. Era mattina. E Nina, la bardigiana con cui aveva vissuto per tre anni, ha assistito al suo dolce e lento passaggio dalla vita ai pascoli celesti.

Era tranquilla Nina. Silenziosa e attenta a quello che sta succedendo. Fino al momento in cui quell’orrendo camion non è arrivato e se l’è portata via.

Era il primo pomeriggio e Nina è quasi impazzita. Ha cominciato a correre, nitrire, ansimare, annusare l’aria con disperazione. Ero stravolta e travolta. Dal dolore della perdita di Margherita e dall’impotenza di fronte alle lacrime di Nina.

Piccola Maggy con la mamma Stella, alle prese con il fieno

Piccola Maggy con la mamma Stella, alle prese con il fieno

Così sono andata in una casa dove sapevo c’erano pony la cui fine non era proprio chiara. Ne ho chiesta una. Me l’hanno data, l’ho comprata.

E’ arrivata Stella con la testa china. Gonfia, con i piedi non curati, il pelo sofferto. Ok, ce ne andiamo di qui le ho sussurrato. Ma improvvisamente dietro è arrivata una piccola di 4 mesi. Buffissima.

Prima erbetta per PM

Prima erbetta per PM

Non potevo dividerle. Ok, le prendo tutte e due. Andiamo da Nina. Così abbiamo fatto. E la sera di quel 1 ottobre, Nina aveva due nuove amiche. Che non ha amato dal primo momento. Anzi. Ma di questo parleremo più avanti.

E primo incontro con la neve...

E primo incontro con la neve...

La puledrina l’ho chiamata Piccola Maggy, in onore di Margherita. Eccola, mentre fa conoscenza con Vittorio, il mio boxer.

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Ricominciare

E’ passato un anno dalla morte di Margherita. E’ lungo un anno. E lei continua a mancarmi.

Ma ho deciso di riprendere a scrivere. Di raccontare ancora storie di cavalli.
Non solo i miei cavalli. Mi piacerebbe che nel nome della bella grigia si ricominciasse in tanti qui a scrivere e parlare del legame che ci lega ai nostri cavalli.

Delle ingiustizie e delle belle storie. Delle fatiche e delle passioni. Delle delusioni e dei desideri.

Ricominciamo. Insieme. Mentre Marghe galoppa nel vento.