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Nina a dieta

Lo ammetto, forse l’ho nutrita troppo. Oppure l’ho fatta camminare troppo poco. Oppure ancora così doveva andare. Nina lo scorso aprile ha avuto problemi metabolici, di fegato e di reni. E il pareggiatore dice che ha anche le lamine infiammate.

Il bell'occhio di Nina

Il bell’occhio di Nina

Colpa, forse, dell’erba troppo nutriente (pioggia e sole) di questa primavera. Così ho dovuto correre ai ripari.

Erba: per tutto maggio e fino alla scorsa settimana Nina, Piccola Maggy e Stella sono uscite al pascolo solo dalle 7 alle 12. Poi rientravano nel paddock adiacente la capannina.

Poi ho rasato l’erba e ho lasciato aperto il pascolo perché con tutti questo caldo ho notato che camminano tanto di notte e non amano i cancelli chiusi. L’erba sta crescendo poco fortunatamente.

Avena: abolito anche quel mezzo chilo che le davo al giorno (abolito anche per le piccole).

Mele, zuccherini e carote: i primi due sono stati aboliti, le carote diminuite.

Movimento: per una decina di giorni dopo il pareggio quando Nina ha un po’ di dolore evito la sella e camminiamo insieme due volte al giorno intorno ai campi per un totale di 40 minuti. La passeggiata fa bene anche a me.

Medicinali: nessuno. Solo rimedi omeopatici…tanti. 7 al giorno per 5 giorni consecutivi e uno di pausa. Poi altri due a intervalli di tre giorni e di sette.

Ma di questi parlerò in un altro post. Nei prossimi giorni, prometto.

E’ tempo di tisane

Ogni inverno la mia amica Lisa arrivava da Mister, il suo attempato purosangue, con un bel thermos di tisana. Un bicchierino per lei e un tazzone per lui.

Camomilla

Camomilla

Quando fa freddo i cavalli tendono ad avere meno sete. Dovrebbero bere circa 20 litri di acqua al giorno, ma non sempre succede e il rischio che si disidratino è reale.  Soprattutto per quei cavalli che “lavorano” in maneggio, sudano anche quando fuori c’è la neve e che di acqua al giorno dovrebbero berne fino a 40 litri.

Convincere un cavallo a bere è un’impresa impossibile. Controllare quanto beva altrettanto difficile. Quindi le strade sono due: reintegrare i sali minerali oppure preparagli una bella tazza di tea. Quest’ultima è un’abitudine rara dalle nostre parti, ma molto diffusa in Gran Bretagna.

Come Lisa, con Nina la bardigiana ho preferito la seconda strada. Per la verità è stata lei a scegliere per me. E come spesso succede ce l’ha messa tutta per farsi capire dall’umana compagna. Un giorno, con la neve alta, mi sono portata in campo un thermos con un’ottima camomilla, calda e zuccherata con miele. Nina non mi lasciava in pace. Con il muso mi spingeva e annusava senza sosta. Poi ha cominciato a rampare.

Inverno 2010, Nina con la Piccola Maggy sulla neve

Inverno 2010, Nina con la Piccola Maggy sulla neve

E’ stato dopo cinque minuti di queste scene che ho capito cosa davvero volesse: la camomilla. Ho preso una ciotola, ci ho versato la camomilla, l’ho fatta raffreddare un po’ (i cavalli sono animali ingordi) e poi gliela ho messa sotto il naso. Nina mi ha guardato, ha sospirato e ha immerso il suo musone nella camomilla, aspirandola in pochi minuti.

Allora ho cominciato a informarmi. Su cosa avrei potuto darle e perché. Gli amici scozzesi mi sono stati utili. Oltre alla camomilla, che ha un effetto calmante per tutti, ho preparato tisane di menta piperita, utile per quei cavalli soggetti a piccole coliche. Infusi con dente di leone, un buon rimedio per i cambi di stagione perché disintossica.

Immancabile la rosa canina per rinforzare il sistema immunitario (ma anche per i cavalli anziani con qualche dolore da artrite). Non sono ancora arrivata al lampone. Gli amici scozzesi lo usano per problemi alle alte vie respiratorie e per tranquillizzare i bollenti spiriti di alcune cavalle.

Grande appetito, fieno a volontà

Margherita e Nina all'attacco dell'erba

Margherita e Nina all'attacco dell'erba

Sono passati 11 giorni dal nostro arrivo a casa. Va tutto benissimo. L’erba è sparita: divorata in pochi giorni! Margherita ha un super appetito e ho deciso di darle fieno a volontà. Penso che ne stia mangiando 12-14 chili al giorno.

La vedo tranquilla e piuttosto attenta a ciò che le succede attorno: trattori, persone in bicicletta che passano, amici inj visita, Nina che corre, Emma e Vittorio sempre alle calcagna.

In capannina, con la sua montagna di fieno

In capannina, con la sua montagna di fieno

Ho concluso i rimedi. Vado avanti con il Phytorenal e il Lycopodium. Ho cominciato anche a integrare i due chili di avena al giorno con della Basica per riequilibrare l’acidità del suo corpo malato.

L’obiettivo è quello di metterla in grado di affrontare l’inverno.Mi sento abbastanza serena e in qualche modo incredula: se penso che stavo per “metterla a dormire” mi vengono i brividi.

Sara’ il tempo ma non la vedo bene

E’ troppo tranquilla marghe in questi giorni. Se ne sta quasi sempre dentro in capannina. Il Vet Andrea dice che la luce le da’ fastidio. Forse ha mal di testa. Le cervicali la fanno soffrire. La prossima settimana cercherà di sbloccarla un po’. Almeno la schiena e i posteriori. Sono preoccupata. Così magra e così dolorante. Povera principessa. La adoro.

Staminali finite, che succederà ora?

La scorsa settimana Margherita ha finito la sua cura con le cellule staminali. Prosegue invece la somministrazione quotidiana di Lycopodium 12 lm (per aiutare il fegato a eliminare tossine) e di nosode per il melanoma equino.

In questi giorni di primavera ho levato la coperta e mi colpisce, oltre a farmi soffrire, la sua magrezza.

Troppo magra...

Troppo magra...

Ma Margherita mangia sempre con appetito, sia il fieno che l’avena. Ed è attiva. E presente. Il video che ho fatto lo dimostra abbastanza. Non nervosa, direi. Piuttosto presente rispetto al mondo che la circonda.

Il tumore a sinistra, la sede originaria

Il tumore a sinistra, la sede originaria

Il veterinario Marco Polettini mi ha confermato che all’occhio sinistro non ci vede proprio. Ora è visibile anche una piccola lesione. Peccato, qualche settimana fa mi sembrava che avesse recuperato la vista, compromessa sicuramente dal tumore che fa pressione. Nelle foto qui si vede chiaramente la dimensione del tumore e la differenza di quello sinistro (questa è la sede originale) e quello destro (dove è passato nello spazio di un anno).

Il tumore di Margherita, a destra

Il tumore di Margherita, a destra

Ora la terapia si ferma per qualche mese. Se Margherita recupererà vigore, potremmo pensare a un altro paio di inoculazioni di staminali omologhe. Lo vedremo. Per l’oggi, mi chiedo se sia possibile farle recuperare un po’ di muscolatura, magari con un leggero lavoro alla corda visto che non mi sembra il caso gravarle sulla schiena con la sella.
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=IPUduJBMjrM]

Senza illusioni

In questi giorni mi sento così. La temperatura dell’aria si è alzata, ho levato la coperta a Margherita per qualche ora della giornata. E la vedo così magra. E così tirata. Mi rendo conto che ogni tanto mi illudo che possa guarire e la cruda realtà del suo corpo mi riporta con i piedi per terra. In questa foto è con il suo amato Bou.

Margherita con il suo amato Bou

Margherita con il suo amato Bou

Martedì prossimo faremo l’ultima staminale e proseguirà la terapia orale del nosode di melanoma equino. Dove arriveremo, e come, non lo so.

Veterinario in visita: Marghe più in forma della sua “padrona”

E’ venuto Stefano Cattinelli, il veterinario di Trieste, a visitare Margherita. Era da un po’ di tempo che non la vedeva. E non l’ha trovata affatto male. Magra ma non così tanto. Una massa muscolare non del tutto scomparsa. E soprattutto un bell’occhio. Uno sguardo pieno, vivo e sereno.

Margherita, nel dicembre 2005, un anno prima della biopsia

Margherita, nel dicembre 2005, un anno prima della biopsia

Insomma, oggi la bionda sta molto meglio di me che non riesco a proferir parola causa laringite acuta, sic.
Devo già dare il merito alle prime staminali? Ho quasi paura a dire di sì. Ma è vero che da una settimana Margherita è diversa. Giovedì tocca al secondo round delle staminali. Questa volta omologhe.

Sono serena. Ho una grande fortuna: ho tre veterinari fantastici (Andrea Bertoli di Treviso, Stefano Cattinelli di Trieste e Marco Polettini di Roma) che non ci abbandonano neppure un giorno. Sempre pronti ad ascoltare, a rispondere, a tranquillizzare, a trovare nuove strade. E soprattutto a condividerle. Grazie. Davvero grazie.
Ah, ultima, giusto perché non è veterinaria ma una prossima naturopata, c’è anche Tiziana. Anche lei insieme a noi.

A volte mi chiedo dove ci/mi stia portando questa avventura. Forse verso una crescita profonda del mio animo. Certamente incontro a tante fantastiche persone che solo grazie a Margherita ho avuto la fortuna di conoscere.

Staminali, l’avventura è cominciata

Fatto. Il viaggio di Margherita nelle staminali è iniziato. Mercoledì 17 febbraio il dottor Polettini ha inoculato alla mia bella bionda così tanto malata la prima dose ricavata da staminali eterologhe di un giovane cavallo, bello, forte e sano.[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=hI0k-SaPGSk]

Lo stesso giorno ho iniziato la terapia di autovaccino con il nosode equine melanoma. Per bocca. Dovrò proseguire per 25 giorni. Giovedì 25 febbraio ci sarà la seconda inoculazione, la prima con cellule staminali omologhe (cioè di Margherita). Poi, credo, una pausa di un paio di settimane.

Il dottor Polettini mi aveva avvertito che avrei visto un po’ stanca la cavalla nei giorni subito dopo la prima terapia. Non è stato così. Anzi. La mia sensazione è che Margherita sia più presente al mondo che la circonda. L’occhio sinistro lacrima meno. Entrambi sono più vivi e attenti. Traspare uno sguardo più sereno e in qualche modo “forte”. Polettini mi ha detto che l’effetto antinfiammatorio della staminali è immediato. Quindi Margherita potrebbe davvero, già ora, essere meno sofferente.

Lycopodium per attivare le difese

Ecco qui la mia risposta a Mara.

L’unica vera cura che Margherita sta facendo è quella che consente al suo corpo di arginare il diffondersi dei tumori per i quali non c’è possibilità di intervenire dal punto di vista chirurgico né con cure pesanti come la chemioterapia.

Dal marzo 2008, su indicazione del veterinario triestino Stefano Cattinelli, ogni giorno Margherita assume dieci gocce dinamizzate di Lycopodium 12LM dell’Arcana. Gliele metto sulla mela, così le prende senza fatica. Ho saltato raramente questo rito. Solo qualche volta in tre anni. Per ora lei sta bene. Non sono sicura che il male non abbia prodotto metastasi interne (il fatto che ogni tanto si verifichi una sublussazione al bacino per cui è necessario l’intervento con un massaggio del veterinario, ci fa pensare che ci sia una massa interna che spinge), ma lei è ancora vigile e solo periodicamente avverto qualche sofferenza.

Al Lycopodium abbino 6 pastiglie di Reckweg R1 contro le infiammazioni. Questo rimedio consente Margherita ad arginare i dolori che presumibilmente provoca la massa tumorale che spinge a livello della testa, più esattamente della parotide. E’ quasi sempre questa la causa della zoppia all’anteriore destro su cui tende a caricare per troppo tempo il peso per alleggerire la parte sinistra del corpo.

Per quanto riguarda un veterinario della zona di Mara (Bologna/Modena), personalmente non ne conosco. Ma conosco un medico omopata che ha aiutato sia me che la mia boxer Emma. Si chiama Massimo Mangialavori e abita in provincia di Modena. E’ diventato piuttosto famoso qualche anno fa quando di lui ha raccontato Tiziano Terzani nel suo Ultimo giro di giostra, chiamandolo Mangiafuoco.

Il pranzo di Margherita

Ho introdotto un nuovo alimento nella dieta di Margherita: una polvere sottile che contiene minerali preziosi e “basici”. Mi sento in colpa per non averlo fatto prima. Nessuno mi ci aveva fatto riflettere.
Ogni essere vivente – uomo, donna, animale – per stare bene ha bisogno di conservare in equilibro il proprio organismo: la vita che conduciamo, l’alimentazione, l’ambiente rischiano di farci diventare troppo “acidi” esponendo la nostra salute a tanti problemi (qui un articolo dove la questione viene spiegata abbastanza bene).

Lo stesso problema ce l’hanno i cavalli. Prendete il fieno, che costituisce per Margherita (e non solo per lei) oltre il 90% della sua alimentazione: le piogge acide che l’hanno aiutato a crescere, rischiano di squilibrare l’apporto nutritivo e di conseguenza l’equilibrio acido-basico dell’organismo. Rendendolo più fragile. In più, un organismo malato, a quanto ho capito, è di per sè più “acido” di uno sano.
Al mangime (quel poco che le offro ogni giorno) aggiungo quindi questo prodotto che contiene citrati e oligoelementi in particolare magnesio, calcio, sodio, potassio. Ah, non lascio Nina senza  :-)

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