La macchina degli abbracci, Temple Grandin

I delfini non sono proprio dei bonaccioni. Da giovani si avventurano in branco a caccia di delfine e con loro non sono affatto teneri. Proprio come succede a certi ragazzi di razza umana che in gruppo adescano fanciulle. I galli, “grazie” alla capacità umana di selezionarli ai fini di una produzione sempre più massiccia di carne di pollo, possono trasformarsi in stupratori assassini e mettere ko interi allevamenti sterminando ogni gallina. Gli uccelli, nonostante il loro cervello dalle dimensioni davvero contenute, sanno essere molto intelligenti, mentre i cavalli, prede per eccellenza, non vi faranno mai capire quanto soffrono perché in questo modo si farebbero scoprire troppo vulnerabili e facili prede. Per non parlare delle strane paure delle mucche…
E’ il mondo degli animali, visto con gli occhi di una grande studiosa, quello che va in scena nel libro La macchina degli abbracci di Temple Grandin, uscito a marzo da Adelphi.

Vi confesso che questo libro mi ha stupito. Non conoscevo Grandin. Non mi ero mai avventurata nel mondo dell’autismo. E questo suo lavoro è stata una gran bella scoperta, soprattutto per coloro che amano e vivono con gli animali. Oltre quattrocento pagine che ti rotolano addosso, con riferimenti psicologici e scientifici messi a punto con grande sapienza e semplicità divulgativa. In primo piano soprattutto il comportamento delle mucche e dei cani. Ma scopriamo anche il mondo dei pesci e quello degli uccelli.
Da leggere insomma. Il mondo dei cavalli non è così tanto analizzato come avrei voluto, ma ci sono tanti spunti su cui riflettere.

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