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A casa, finalmente

Un fine settimama impegnativo ma davvero sereno.
La tranquillità di Margherita in questi primi giorni a casa mi ha ripagato di ogni fatica o timore. Ho fatto bene.

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Sul fronte medico, continuo con il Phytorenal mentre sono passata a un giorno sì e uno no per i rimedi omeopatici.
Margherita mangia senza problemi e con appetito: circa due chili di avena al giorno e una decina di chili di ottimo fieno.

Per Nina solo fieno…altrimenti temo di alzerà in volo: la sua pancia continua a lievitare!

Arrivate, tutto benissimo, Marghe serena

Giusto due parole di emozione: siamo arrivate a casa verso le 13. Sotto un cielo plumbeo che minacciava tempesta e invece non ha fatto neppure una goccia.

Il viaggio è andato bene. Margherita è salita in Van senza problemi e Nina, sia pur con qualche dubbio, l’ha seguita.

Arrivate a casa

Arrivate a casa

Ma il bello è venuto quando siamo arrivate. Non appena scesa dal Van, Margherita è entrata il paddock e si è messa a brucare. Serenamente. Mentre Nina le saltava attorno un po’ eccitata o impaurita.

La sensazione è che abbia riconosciuto il posto. Qui, a due passi dal mio ex maneggio dove Margherita ha vissuto dieci anni, io e lei venivamo a fare tante passeggiate, Fino a quattro anni fa.

Per me sarà una notte ansiosa.

Oggi l’ho guardata negli occhi…

Margherita, oggi nel campo

Margherita, oggi nel campo

L’ho guardata negli occhi oggi. A lungo l’ho fatto. E ci ho visto ancora voglia di vivere. Certo, attaccata alla sottoscritta il più possibile….ma anche barattando la mia compagnia con quella di Nina. Poi mi sono distesa sull’erba e le ho fatto compagnia mentre brucava.

Guardatela: non sembrerebbe una cavalla in fin di vita. C’è ancora qualcosa in lei che la fa restare.

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Ok Marghe, andiamo avanti. Continuo con i rimedi omeopatici tutti i giorni, almeno fino a venerdì quando dovrebbe essere previsto il trasloco a casa. Così come con il Phytorenal.
Attendo solo la Basica: indispensabile per combattere l’acidità del suo corpo.

Viviamo, insieme, giorno per giorno. E comunque oggi c’era un sole stupendo. Un buon augurio.

Finalmente domenica

Una giornata bellissima. Ieri il temporale ha portato via tutta l’afa e l’umidità. Dalle finestre vedo il Montello, poi le Prealpi verso Vittorio Veneto. In fondo le prime Dolomiti. Sole e aria fresca.

Sono ancora a casa e mi chiedo come avrà preso Margherita questo brusco abbassamento della temperatura. La vedrò fra qualche ora.

Intanto mi sento più forte e speranzosa. Ieri Margherita, con me vicina, ha mangiato un bel po’ di fieno. L’occhio è rimasto vigile per almeno un paio d’ore. Poi, stanca, si è messa nell’angolo della capanna a riposare. Ma quando sono attorno, è comunque presente e vigile.

Oggi è il quinto giorno delle cure dolci decise dal veterinario: Phytorenal per fegato e reni, poi una fiala di Nux Vomica per stamnchezza, nausea, Arnica per i dolori, Berberis per il fegato, Chelidomium per migliorare la digestione. Cinque giorni di seguito. Poi, un giorno sì e un giorno no.

Domenica è arrivata. Farò quello che Margherita mi chiederà. E, se sarà, saremo fortunate, per sabato prossimo ho prenotato un magnifico e comodissimo Van e me le porterò a casa.

Devo scegliere il male minore:  da una parte lo stress che potrebbe causarle un trasferimento (anche se di una ventina di chilometri), dall’altra quello che vedermi solo un paio d’ore al giorno. Il male minore è lo stress. Quando sarà a casa, potrò stare con lei molto di più. E se le lo vorrà, le farò forza.

La decisione più difficile

Margherita, a luglio

Margherita, a luglio

Ho paura che sia giunto il momento. Disperatamente chiedo aiuto a chiunque stia leggendo questo blog.

Da venerdì scorso Margherita ha smesso quasi completamente di mangiare. Se ne sta tutto il giorno nell’angolo più remoto del paddock. Lontano dalla capannina, dal fieno e dall’acqua. Con lo sguardo perso nel vuoto.

E’ dimagrita moltissimo nell’ultimo mese. E’ pelle e ossa. Letteralmente. Il veterinario le ha trovato i valori della bilirubina sballati. Segno che il fegato non sta più funzionando. Probabilmente le metastasi si sono fatte strada.

Marghe si anima solo quando mi vede. Allora nitrisce e mi raggiunge. Mangia le mele e le carote. E forse per farmi felice anche qualche ciuffo di fieno.

Nina non la lascia un minuto. La raggiunge nell’angolo e smette anche lei di mangiare.

Ho paura sia giunto il momento di salutarla per sempre. Mi concederò ancora qualche giorno, fino a domenica. Sperando in un’improbabile ripresa.

Un mese dopo…un piccolo successo

Margherita, con la coperta contro le mosche...la principessa
Margherita, con la coperta contro le mosche…la principessa

Sì, un piccolo successo: siamo riusciti a fare i piedi a Margherita.
Nel senso che finalmente il maniscalco ha potuto intervenire e pareggiarla. Non lo facevo da dicembre.

Margherita

Margherita

Perché lei non riusciva a stare in equilibrio su tra gambe e le procurava dolore caricare il peso sulla parte destra o sinistra del corpo.

Ieri invece ce l’abbiamo fatta. Mi sento sollevata.

Per il resto, è abbastanza di buon umore. Ma come tutti noi soffre questi sbalzi di temperatura e le lunghe piogge di questi giorni.

L’estate serena di Margherita

Rieccomi. Mi scuso di questa lunga assenza, ma ogni tanto ho paura di annoiare. L’estate di Margherita è stata serena. Davvero serena. Sono stata in vacanza per dieci giorni ed ero molto in ansia di doverla lasciare: era la prima volta che succedeva dallo scorso dicembre quando ho scoperto la sua malattia. L’ho affidata alle cure di un paio di care amiche che l’hanno seguita con attenzione e amore, non dimenticando le medicine quotidiane. E’ andato tutto bene. Lei è rimasta serena e si è fatta condurre da loro senza problemi nè patemi. E quando sono tornata…beh…rispetto a mille altre volte, mi ha accolto con il solito nitrito (quando è arrabbiata mi mostra il sedere e ci mette una buona mezz’ora a girarsi verso di me) e occhioni riconoscenti.

Continuo la cura con il Lycopodium e i Fiori di Bach. Anche se il veterinario mi ha annunciato che probabilmente presto cambieremo la diluizione del primo.

Margherita, lo ripeto perché a molti appare quasi impossibile, sta benissimo. E’ ingrassata e mangia ogni giorno senza lasciare nulla. Avrei quasi voglia di rifare gli esami, la biopsia intendo alle masse tumorali. Ma, forse, finirei per illudermi….

Ogni volta che temo il peggio, che ho paura che non ce la faccia più e che stia per mollare…Margherita mi stupisce. Nei giorni scorsi un rigonfiamento che andava e veniva dietro le costole mi aveva non poco preoccupata. Il vet mi ha spiegato che potrebbe trattarsi della milza che non riesce più a lavorare bene. Ciò significherebbe che il tumore è in metastasi. Non mi pare che il rigonfiamento, che ripeto va e viene, le dia fastidio. Semmai noto un occhio più malinconico, ma Margherita continua a fare la sua vita tranquilla. Anzi, se devo proprio dirla tutta in questi giorni la vedo benone. l’appetito non le manca e non disdegna neppure qualche corsa nel fango, gioco che ama moltissimo e che la riduce come una signora alle Terme per fangoterapia!

Ho cambiato il rimedio omeopatico, sempre su indicazione del dott. Cattinelli di Trieste. Ora Margherita prende il Lycopodium L12 e non più L6 come ha fatto negli ultimi due mesi. Penso si tratti di una concentrazione diversa rispetto a prima.

 Margherita passa le sue giornate molto serenamente. La mattina dalle 8 in paddock, poi rientra verso le 11,30 in box perché soffre troppo sia il calore del sole che le punture degli insetti. Poi al pomeriggio, quando riesco a finire il lavoro a un’ora decente, la porto un po’ a brucare. Di paddock nel pomeriggio non se ne parla: accetta di uscire dal suo box solo se rigorosamente appiccicata a me e al contatto con la longhina. Ci facciamo le carezze e le coccole…tutti ci guardano e non riescono a credere che sia malata. Ogni tanto, e non è certo la prima volta che lo scrivo, anch’io me ne voglio scordare…

Ma voglio ricordarmi e ricordare a tutti che quando venne dignosticato il doppio tumore alla carotide a Margherita, erano i primi giorni di dicembre. Il vet mi aveva lasciato poche speranze e verso Natale avrebbe voluto farma dormire in tondino in modo che la morte o una violenta crisi di dolore non la cogliesse in box dove sarebbe stato tutto più drammatico. Sono passati più di sei mesi. E lei c’è ancora. Forse è un po’ dimagrita o forse ha solo perso massa muscolare visto che non “lavora” più. Ma continua a mangiare…e a vivere. Per me è una piccola vittoria e quasi un sollievo: le sto regalando mesi sereni, forse i più sereni della sua vita  🙂

Il dolore delle prede

A proposito del dolore, ho letto un libro molto interessante di Temple Grandin, una psicologa autistica, che lavora con gli animali. Grandin spiega il perché sia così difficile stabilire quanto soffrano alcuni animali, e in particolare il cavallo. Poiché sono prede, non faranno mai vedere a un predatore – che sia umano, cane o felino poco importa – che stanno soffrendo e che quindi non riuscirebbero a scappare. Meglio nascondere il dolore per essere meno vulnerabile. Penso che anche molti umani si comportino così. Una difesa dal mondo, nascondere i propri dolori, in particolare quelli psicologici.